Gaetano's profileTour 2008 2009 Vasco Ros...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    November 23

    Cosa Succede In Città

    Conta sì il denaro
    altro che no!!
    me ne accorgo soprattutto quando...
    quando non ne ho!
    Conta sì il denaro
    ...altro che...
    Altro che CHIACCHERE!!!
    Cosa succede
    cosa succede in città
    c'è qualche cosa...
    Qualcosa che non va!!!
    Guarda Lì, guarda Là
    che CONFUSIONE...
    Guarda lì, guarda là
    ...che MALEDUCAZIONE!!

    EGOISTA....certo....Perché NO!
    perché non dovrei esserlo!...
    Quando c'ho il Mal di Stomaco
    con chi potrei condividerlo!...oh!

    Cosa succede
    cosa succede in città
    c'è qualche cosa...S“!!
    qualche cosa che non va!!!
    SIAMO NOI, SIAMO NOI
    QUELLI PIU' STANCHI!!
    Siamo noi, SIAMO NOI
    CHE DOVREMO ANDARE AVANTI!!!!

    EGOISTA...certo...PERCHÉ NO!!
    perché non dovrei esserlo...
    Quando c'ho il Mal di STOMACO...
    ce l'ho IO, mica TE!!...O NO!!!

    COSA SUCCEDE...
    NON succede Nulla...
    c'è confusione....SI
    ma in fondo è sempre quella!!!
    Non c'è più, NON C'E' PIÙ...
    ...RELIGIONE!!!
    Guarda Lì, Guarda Là...
    ANCHE IN TELEVISIONE.....uuh!
    NON C'E' PIU' RELIGIONE!...uuh!
    ANCHE IN TELEVISIONE.....
    NON C'È PIÙ RELIGIONE....
    November 10

    Lettera ai professori che propagavano la sinistra durante le lezioni universitarie

    Università senza soldi

    Si può "stringere la cinghia". Ma non fino a restare "soffocati" dalla stretta della mancanza di risorse finanziare che mettono a serio rischio il funzionamento quotidiano degli atenei.
    Il grido d'allarme è stato lanciato dal presidente della Conferenza dei rettori Guido Trombetti. Un'analisi impietosa, quella del presidente della Crui, secondo il quale l'università "sta consumando le sue riserve auree" in uno stato di crisi che dal punto di vista finanziario coinvolge l'intero sistema universitario.

    "Mancano i soldi per il giorno per giorno, per pagare i fitti, comprare i sussidi didattici. Va bene la parte normativa (pacchetto serietà, ipotesi di modifica del sistema dei concorsi, agenzia per la valutazione) ma la parte finanziaria non c'è proprio", spiega Trombetti in occasione della presentazione della Relazione 2006 sullo stato delle università italiane.

    "Il problema non è stringere la cinghia. Il fatto è che a forza di stringerla si rischia il soffocamento. E i sacrifici - aggiunge - non possono diventare mortali".
    Secondo il presidente della Crui, oltre ai 250 milioni di euro fatti fuori dal decreto taglia-spese di Bersani ne mancano almeno altri 200 sul fondo di finanziamento ordinario per il 2007: "Il decreto taglia-spese è uno schiaffo per la comunità universitaria, è punitivo e privo di logica". E con questa situazione non è difficile prevedere, dice Trombetti, che "tutte le università saranno in difficoltà, dalla Val d'Aosta alla Sicilia e alcune non riusciranno a chiudere i bilanci".

    Tutto questo, aggiunge, mentre per tornare al livello di cinque anni fa manca un miliardo e mentre sul fronte degli investimenti il nostro Paese non brilla rispetto al resto d'Europa. L'Italia spende per ogni studente universitario 7.241 euro contro i 9.135 della Francia e i 9.895 della Germania.
    Il risultato è che i servizi agli studenti altrove sono migliori che da noi. Un ritmo che in pochi anni porterà "al blocco degli atenei, alla cancellazione del futuro per i nostri giovani".
    Eppure la riforma del sistema universitario del 2001-2002, dice Trombetti, ha prodotto buoni risultati: prima della riforma gli immatricolati erano il 70% dei diplomati della scuola media superiore, nell'anno accademico 2004-2005 si è arrivati al 76,8%; in cifre assolute gli immatricolati erano circa 295.000 nel 2000 e sono diventati circa 350.000 nel 2004.

    Ma non tutto ha funzionato: si registra, infatti, una proliferazione dei corsi, una eccessiva frammentazione degli insegnamenti e il calo del numero medio di docenti di ruolo per corso di laurea. E nell'ultimo anno accademico (2005-2006) la percentuale dei fuori corso sarebbe di circa il 46%: il valore più alto registrato nell'ultimo decennio.
    Sul versante dei tagli l'allarme del presidente della Crui trova sponda nelle posizioni del ministro dell'università e della ricerca Fabio Mussi, secondo il quale "il taglio ai consumi intermedi delle università è un errore madornale: "C'é ancora qualcosa nella Finanziaria che si può modificare ed è soprattutto il taglio del 20% ai consumi intermedi, una batosta pesantissima che toglie elementi fondamentali di vita quotidiana agli atenei.
    Con un risparmio tutto sommato modesto - ha aggiunto il ministro - si provocano danni non affatto modesti".
     
    Riferimento: